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BreatheShhhh respira. In queste ultime settimane mi sono sussurrata un sacco di volte questa frase.

Vi sono mai capitati quei momenti in cui senti di avere l’accerelatore premuto e arrivi a fine giornata col fiato corto, la testa piena e roboante, in cui l’idea di affrontare un’altra giornata ti butta nella frustrazione più bieca?

Ora non ci credo che a voi non sia mai capitato, non fatemi sentire sola nel lento logorio della vita moderna!

Di solito può capitare perchè gli impegni quotidiani sono tantissimi, perchè dobbiamo fare le magie tra lavoro, famiglia e mille incombenze varie ed eventuali, perchè viviamo in un costante stato di accellerazione che ci impone una società spesso sorda alle emozioni in generale, condizionata soltanto dai risultati che si raggiungono.

In tutto questo marasma anche respirare ci costa fatica, ci avete fatto caso?

Fortunatamente è un gesto automatico, altrimenti finirebbe nel dimenticatoio senza grossi problemi, sarebbe un’altro di quei gesti di cura verso di sé sopravvalutati e quasi effimeri.

Quanto è importante e benefico invece respirare, ma soprattutto farlo con consapevolezza?

Che vuol dire penserete voi? Si può essere consapevoli del proprio respiro?

Si, bisogna solo prestarci attenzione. Bisogna fare un po’ di silenzio intorno a noi, prendersi una pausa dal volume di tv, telefonini e pc e ascoltare.

Sembra qualcosa di ridicolo forse, ma non lo è affatto.

Respirare sembrerebbe qualcosa di assolutamente prevedibile ma non è così.

Se ci fermiamo un attimo ci rendiamo conto che mentre noi respiriamo siamo concentrati su mille e una paturnia che ci assilla e di conseguenza non ci fermiamo ad ascoltarci, non siamo presenti alle nostre emozioni ed alle azioni che compiamo.

Ci sembra così automatico che finiamo col non farci assolutamente caso.

Respirare è un’attività fondamentale oltre che per la sopravvivenza di ciascuno di noi anche per tutta una serie di discipline in cui si studiano proprio delle tecniche precise. Pensate al canto ad esempio o alle attività sportive.

Respirare è alle base delle tecniche di meditazione da millenni.

Vi faccio un esempio: avete presente i momenti di ansia, in cui abbiamo una vera e propria fame d’aria?

Ecco in quei casi stiamo respirando male, iniziamo a irrigidirci talmente tanto che pure il respiro è coinvolto nel nostro stato ansioso.

Proviamo ad utilizzare la nostra respirazione come mezzo quindi per essere presenti nel momento.

Io vi racconto come faccio, poi fatemi sapere se funziona.

Innanzitutto spengo o metto in silenzio il cellulare, mi sistemo in un posto tranquillo in cui so di non essere disturbata.

Inizio ad inspirare cercando di “vedere” proprio l’aria che entra dalle mie narici e passa all’addome.

Cerco di ascoltare tutte le sensazioni fisiche che mi porta la respirazione.

L’aria che entra e l’aria che esce.

Che ve lo dico a fare, non sono così zen e quindi i pensieri di quello che devo fare, del successivo impegno fa capolino, cerco di rimetterli all’angolino concentrandomi sul respiro.

A volte può capitare proprio che mi sussurri inspira ed espira, inspira ed espira.

Cerco di stare nel momento.

Non è facilissimo, ma neppure impossibile, quindi che dite di provarci e di farmi sapere come va?


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Ciao, sono Roberta Vacca

Ciao, sono Roberta Vacca

Psicologa, formatrice e creatrice di Cambio Prospettiva, luogo sicuro per prenderti cura di te. Coltivo emozioni imperfette e meraviglia.

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