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[colonna sonora del post gentilmente offerta da Selah Sue; la conosci?]

Questo post è nato così, dalla mia esigenza di mettere nero su bianco una chiacchierata tra amiche, mentre si discuteva di inizio anno, di nuovi e buoni propositi, di sogni e di passioni da coltivare e far crescere, e di tempo che non basta mai.

Ad un certo punto si è fatta strada l’assoluta convinzione di quanto sia difficile dedicare dello spazio per il proprio sé senza incredibili sensi di colpa o terrificanti patemi d’animo. Pare assolutamente assurdo, ma mi sono resa conto di quanta fatica si faccia per ritagliarsi del tempo da dedicare alle proprie passioni e alla propria vita.

Improvvisamente è stato incredibilmente lampante il modo in cui noi donne veniamo cresciute: c’è sempre il diktat imperativo della “cura” ma sempre e soltanto rivolta verso le altre persone e mai la cura verso di sé. Soltanto il dedicarsi a famiglia, partner, figli e figlie, lavoro è socialmente accettato, mentre riservare del tempo per sé viene ancora considerato superficiale, egoista, individualista e quasi prepotente.

Io non sono stata esente da questo diktat, e osservando che cosa capita intorno a me e alle mie varie amicizie è un condizionamento culturale ancora molto forte.

Sia ben chiaro, io non voglio fare mica un’ode all’egoismo e all’esclusione di ogni altra forma di relazione dalla nostra vita, ANZI, voglio però dare il giusto rilievo a quanto sia importante in un’ottica di “salute” e benessere psicofisico, prendersi del sano tempo per sé.

La nostra mente ha bisogno di decomprimere, respirare, ma soprattutto ha l’assoluto bisogno di essere consapevole di iniziare a volersi bene, coccolandosi e nutrendosi delle proprie passioni, non solo come agenti sociali nei vari ruoli familiari o lavorativi, ma proprio come individui in primis.

Soltanto essendo degli individui consapevoli, pronte a volersi bene nonostante tutto, possiamo iniziare a coltivare delle relazioni sane, relazioni alla pari che esistono per il piacere semplice di essere e non per qualche forma di dipendenza da cui si esce un po’ sbilenche e con molte insicurezze in più.

Prendi un appuntamento con te

Voglio darti un suggerimento: prendi l’agenda in mano (poche storie, so che ce l’hai e probabilmente è piena di DEVO e di pochi VOGLIO), scorri nelle giornate di questa settimana e scegli un giorno in cui prenderti il tuo tempo.

So già e ti vedo che scuoti la testa dicendo che è impossibile perchè c’è la casa, la famiglia, il lavoro e poi devi proprio fare quella cosa di cui non puoi proprio fare a meno, MA quello che ti chiedo è una piccola ora del tuo tempo, in cui chiudi il resto fuori dalla porta e metti te al primo piano. Puoi cantare a squarciagola, ballare come se non ci fosse un domani, farti un bagno caldo, sorseggiare la tua tisana preferita o uscire per fare una lunga passeggiata; semplicemente prenditi il tempo per te. Il tuo tempo mettendo la tua persona e le sue esigenze in primo piano.

So che puoi farcela! Mi fai sapere come va? (Io da lunedì inizio con un’ora di pilates tutta per me).


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Ciao, sono Roberta Vacca

Ciao, sono Roberta Vacca

Psicologa, formatrice e creatrice di Cambio Prospettiva, luogo sicuro per prenderti cura di te. Coltivo emozioni imperfette e meraviglia.

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