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Chi lavora con me, o chi viene ad ascoltarmi sa benissimo una cosa (anzi due). La prima è che amo l’ironia e buttarmi a copofitto in una sana risata, la seconda è che non mi stanco mai di consigliare la scrittura come strumento per conoscersi e per rimettersi in sesto.

Scrivere su quello che ci capita o sulle nostre emozioni e i nostri pensieri, è un atto coraggioso e liberatorio.

Negli ultimi anni, infatti, un crescente numero di studi ha dimostrato come prendere una penna (o una matita) in mano e scribacchiare su un foglio bianco (o colorato), può apportare significativi miglioramenti del tono dell’umore e del benessere psicologico.

Mettere i nodi che si sono creati per iscritto, permette un differente tipo di elaborazione. Le parole quando vengono spostate dal cantuccio della nostra mente, assumono una nuova forma, spesso decisamente più amichevole. È come se si aprisse un nuovo canale comunicazionale, decisamente più fluido, per una rielaborazione degli eventi differente, sia da un punto di vista cognitivo, sia da un punto di vista emotivo.

James Pennebaker, uno psicologo sociale, nel 1983, si interessò dei benefici dello scrivere sulla salute fisica e psicologica, ed iniziò una lunga serie di studi sperimentali scientifici. Nei suoi studi, l’autore domandò alle persone di mettere per iscritto emozioni e pensieri su eventi particolarmente difficili e traumatici della loro vita, per capire se e come la scrittura potesse modificare le proprie rielaborazioni emotive, affettive e cognitive. Pennebaker, iniziò a parlare di scrittura espressiva, e capì che scrivere incideva positivamente sulla salute fisica e psicologica in quanto permetteva una maggiore rielaborazione mentale ed emozionale degli eventi, facilitando così la comprensione ed il significato di certi avvenimenti e del proprio stato d’animo.

Non si tratta di esercizi di stile, o di bravura: si tratta di stendere i pensieri i pensieri in una nuova narrazione, per osservarli da un altro punto di vista.

Prova a cogliere questa nuova opportunità: non farti fermare da convinzioni limitanti come “non sono abbastanza brav*” oppure “non che cosa scrivere”, l’importante è fermarsi un attimo, prendersi un po’ di tempo e iniziare a farsi questo nuovo regalo. Puoi scoprire la costruzione di nuovi percorsi di significato, per restituire senso e coerenza agli eventi e ai vissuti che si associano, per integrarli nella tua esperienza ed esistenza, senza farti travolgere.

Io e la mia splendida amica Benedetta (giornalista ed acrobata di parole) abbiamo pensato ad un percorso che si chiama “parole ribelli – scrivi la tua nuova storia“. In una serata in un piccolo gruppo proviamo ad immaginare e mettere in azione la forza delle parole, per “ribellarci” insieme a quella comfort zone che tira troppo, e immaginare insieme nuove soluzioni.

Ci vediamo il 27 gennaio?

Pront* per la ribellione? ♥


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Ciao, sono Roberta Vacca

Ciao, sono Roberta Vacca

Psicologa, formatrice e creatrice di Cambio Prospettiva, luogo sicuro per prenderti cura di te. Coltivo emozioni imperfette e meraviglia.

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