Stress e dintorni

07 Mar 2013, France --- Trainee, Drawing --- Image by © VALLANCIEN / BSIP/BSIP/Corbis
07 Mar 2013, France — Trainee, Drawing — Image by © VALLANCIEN / BSIP/BSIP/Corbis

È di qualche estate fa un tormentone di una canzone che faceva più o meno così “ soffro lo stress, io soffro lo stress, sono stanco ed ho il fiatone”.

Vi ricordate?

In effetti pensateci, siamo circondati da persone stressate e probabilmente ne siamo noi stessi affetti.

Sembra il male per eccellenza, qualcosa da cui fuggire ma in cui ci caschiamo sempre con entrambi i piedi!

Lo stress ha invaso la nostra quotidianità. Tutti, chi più chi meno, paiono sottoposti a dei livelli di stress davvero notevoli.

Probabilmente è uno dei termini più abusati e forse ci serve per farci da scudo, nascondendo la difficoltà di ascoltarci realmente.

La definizione di stress pare oramai vada bene per tutto, dal più piccolo impegno alla più seria preoccupazione.

Questo uso generico può diventare eccessivo e pericoloso perchè nasconde le vere cause dei nostri malesseri e della nostra insoddisfazione.

Da un punto di vista scientifico possiamo definire stress uno stato di tensione mentale e/o fisica.

Di per sè è uno stato assolutamente normale che l’individuo utilizza per rispondere agli stimoli dell’ambiente, è proprio una parte inevitabile della nostra esistenza.

Bisogna distinguere però l’eustress, che è l’attivazione fisiologica necessaria per raggiungere un obiettivo e superare una prova, dal distress, che è la conseguenza di difficoltà emotive come l’amarezza, la delusione, la frustrazione, la rabbia che andrebbero indagate.

Se il primo è una forma di stress “sana”, proprio funzionale per raggiungere i nostri obiettivi, il secondo è una forma di stress “negativo”, che ha bisogno di essere ascoltato proprio per capire le sue origini.

Il rischio è quello di racchiudere all’interno di una parola tutto un carico emotivo che ha bisogno di essere accolto e non minimizzato.

Chiamare tutto stress, essendo sempre di corsa, sempre indaffarati per non ascoltarsi può quasi sembrare che ti semplifichi la vita, in realtà alla lunga finisce con l’impoverirti perchè ti allontana dalla tua realtà e dalle tue responsabilità, ti impedisce di chiederti ed esplicitare quali sono i tuoi bisogni reali .

Spostare tutto sullo stress è come se ti togliesse le giuste coordinate per capire in che direzione vuoi che vada la tua vita.

Ci si invischia in un contesto in cui diventerà veramente difficile definire i propri bisogni e di conseguenza sarà impossibile trovare delle risposte efficaci ed attive.

L’inghippo sta proprio qui: avere una visione catastrofica dello stress e nello stesso tempo avere l’illusione di poterlo neutralizzare con facilità.

A volte ci si dice “stacco la spina” come se fossimo macchine, in realtà dobbiamo prendere in considerazione che non esistono situazioni prive di stress.

C’è un grosso ma per fortuna, esiste la possibilità di ridefinire il nostro atteggiamento e le nostre azioni nei suoi confronti per ascoltarci attivamente per rispondere con onestà ai nostri bisogni.

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