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Finalmente dopo un po’ di tempo, mi trovo nuovamente a scrivere sul blog e sono molto felice di poterlo fare.

Stanno circolando nuove idee, nuovi progetti qui nel laboratorio di Cambio Prospettiva, l’energia creativa è di nuovo in movimento ed è pronta per essere messa in circolo.

Tutto questo “movimento” qui nel lab non è automatico, anzi. Ho avuto il bisogno di allontanarmi un po’, prendendomi una piccola pausa. Ho sentito il bisogno di fermarmi e di respirare, fermarmi e ascoltare i miei bisogni, seguendo i miei personali ritmi.

Tra l’altro ad essere dannatamente onesta per me l’estate è sempre stato un periodo un po’ strano, in cui mi sento come su un ottovolante emotivo, sospesa tra diverse emozioni: c’è sicuramente la gioia per quelle giornate pigre che si allungano, in cui sembra di avere tutto il tempo del mondo a disposizione per i sogni, e poi invece c’è quel sottile filo di malinconia, in cui sembra invece che tutto questo tempo fugga via, senza riuscire minimamente ad agguantarlo.

Ogni qualvolta mi capita questa sensazione sai che faccio? Provo con la ricetta dello stop.

Io che mi perdo sempre tra le mille e più parole della mia professione e della mia stessa vita, provo a zittire tutti i rumori sullo sfondo e mi metto in ascolto. No, ti assicuro che non è per niente facile; io sono piuttosto sanguigna, ho bisogno di pragmaticità e di movimento e spesso il fermarmi fino a poco tempo fa era legato ad un retrogusto di sconfitta.

Col tempo ho imparato che fermarsi è invece una grossa possibilità, forse una delle scelte migliori che si possano compiere.

Mi rendo conto che parlare di fermarsi ora, ad inizio settembre, il mese per eccellenza del vero capodanno possa sembrare strano, quasi paradossale (ma io amo andare in direzione contraria). Il contesto in cui viviamo e siamo quotidianamente immersi infatti, ci vuole scattanti per tuffarci in questa nuova stagione, senza dubbi o incertezze, ma prestanti come un caterpillar.

Fermarsi, nonostante in quest’epoca super veloce sia vista come una falla grande quanto l’Himalaya, per me invece può essere una benedizione. Ti permette di rifocalizzare i tuoi obiettivi, di permette di capire che tipo di strada stai percorrendo e soprattutto, se la strada finora percorsa è quella giusta per le tue corde oppure hai bisogno di un’inversione di marcia.

Credo che fermarsi ti permetta di avere una prospettiva più ampia, puoi volgere il tuo sguardo realmente a 360 gradi, per avere davvero la possibilità di ascoltare e di ascoltarti.

Nella mia vita le cose migliori sono accadute quando ho preso una pausa, quando ho fatto spazio alla mia voce.

Ecco il mio personale buon augurio per questo settembre, per questo capodanno di intenti, di sogni, di obiettivi: mettiti in ascolto della tua voce, sintonizzati con le tue emozioni e chiediti se le parole che ti rivolgi siano le parole giuste per te, chiediti cosa ti fa sentire bene, e chiediti per che cosa vale la pena vivere.

Io faccio il tifo per te ♥

Buon ascolto!

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Ciao, sono Roberta Vacca

Ciao, sono Roberta Vacca

Psicologa, formatrice e creatrice di Cambio Prospettiva, luogo sicuro per prenderti cura di te. Coltivo emozioni imperfette e meraviglia.

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