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Venerdì ero in studio, lavoravo ad una consulenza assieme ad una persona.

Dopo aver finito il nostro tempo a disposizione, mentre raccoglievo i pensieri mi è venuto in testa questo post. Diciamo che si è fatto strada proprio in maniera prepotente, aveva assolutamente bisogno di venir fuori ed io volevo condividerlo con voi.

Avete mai sentito parlare di convinzioni limitanti? No, non è una nuova scoperta medico-scientifica ma piuttosto il modo subdolo in cui si manifestano i condizionamenti di chi ci sta intorno.

Pensateci un attimo: che si tratti della nostra famiglia, dei nostri amici o della società tutta, c’è sempre qualcuno o qualcuna che ha voglia di dire la propria, vere e proprie opinioni travestite da giudizi e da pregiudizi.

Iniziano a fare capolino durante l’infanzia e piano piano scavano e minano le nostre sicurezze, le nostre certezze e i nostri sogni.

Le possiamo chiamare convinzioni limitanti proprio perchè ci limitano nella nostra possibilità di essere autenticamente noi.

Quando siamo piccini e piccine ci sembra che tutto possa essere possibile ed i nostri sogni si travestono senza grossi problemi da fantastiche realtà.

La paura del fallimento o di sbagliare quasi non esiste, è soltanto con il tempo che inizia a farsi strada e inizia a minare i nostri bisogni.

La pressione sociale è qualcosa di complicato alla quale sfuggire, ci ingabbia senza nemmeno renderci conto dei “danni” che può provocare.

Le convinzioni limitanti possono essere davvero una trappola succhiavita che arrivano a condizionare le nostre azioni, i nostri desideri, il nostro benessere, la nostra stessa libertà di pensiero; ci diciamo talmente tante volte che non è possibile che finiamo col crederci.

MA, e qua mi piace metterlo bene in grande, il cambiamento può essere sempre possibile.

La possibilità di riscoprire cosa ci piaccia realmente, quali passioni e talenti abbiamo messo a tacere sono delle alternative che ci possiamo e dobbiamo concedere. 

Prendiamoci del tempo per noi, facciamo questa prova: scriviamo quali sono i pensieri che inibiscono la nostra realizzazione e poi affianco a ciascuno di questi scriviamo invece un pensiero potenziante, il suo esatto contrario in pratica.

No, non vale scrivere non ci riesco, quello va dritto dritto nella lista dei pensieri limitanti.

Proviamo a mettere in pratica questi pensieri potenzianti, proviamo a farli diventare reali.

Non facciamoci scorrere sopra gli eventi senza poterne avere l’effettivo controllo.

Non è un processo semplice o facile ma è qualcosa di possibile.

Alleniamoci all’ascolto innanzitutto di noi per prima cosa.

Mettiamo a tacere il brusio intorno a noi, zittiamo il nostro giudice interiore, riprendiamo in mano la nostra individualità, che non vuol dire riprendere in mano l’egoismo, ma valorizzare il nostro personale sentire per essere maggiormente aperti anche nei confronti di chi ci sta intorno.

Ed ora ripetete con me: qual’è il mio desiderio, qual’è il mio sogno?

Quand’è l’ultima volta che questa domanda ha fatto capolino nella tua testa e nel tuo cuore?

Forse è il momento di fare silenzio, respirare e sentire.

Se vuoi e ti interessa questo argomento ho un servizio che si chiama Il coraggio di Provarci.

 

Ciao, sono Roberta Vacca

Ciao, sono Roberta Vacca

Psicologa, formatrice e creatrice di Cambio Prospettiva, luogo sicuro per prenderti cura di te. Coltivo emozioni imperfette e meraviglia.

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