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©Bobby Stevenson

Lo so, lo so: anche se non ti vedo con i miei occhi so benissimo che hai scritto (o pensato) liste su liste di buoni propositi per questo inizio anno.

Anche io ho pensato a da gennaio farò o da gennaio non farò più, ma poi ci ho riflettuto un attimo ed ho deciso di rispedire al mittente l’ansia dei buoni propositi.

Sia chiaro, nulla di male, ma ti sei chiesta quanto il contenuto di quelle liste ti rispecchia davvero e quanto invece è una sfilza di “doveri”? Quante volte fai delle cose perché le fan tutti, o perché si “fa così”?

Io credo che i “buoni propositi” nascono con l’intento di aiutarci ad affrontare dei periodi di passaggio tra un cambiamento e l’altro.

Ho scoperto, a questo proposito, che lo scrittore William Bridges parla di una “zona di transizione” e l’ho trovato un concetto piuttosto interessante.

Bridges sostiene che ciascun* di noi attraversa dei “limbi” emotivi tra una fase di cambiamento e l’altra. È una fase apparentemente improduttiva durante la quale ci sentiamo emotivamente sconnessi non solo dalle persone e dalle cose che appartengono al nostro passato ma anche da quelle che appartengono al nostro presente. Ci si sente in uno stato di confusione totale e non si sa dove dirigere la propria attenzione.

Pensaci un attimo, e pensa a dei cambiamenti come un anniversario, un nuovo anno, la nascita o la fine di una relazione o il giorno prima di un grande evento: come ti sei sentita?

Sei mai riuscita a catalogare quel misto di emozioni che si aggrovigliano nella pancia? Probabilmente è il famoso “periodo di transizione” e ci si trova così sguarniti perché se nella preparazione di un cambiamento ci si mette molto impegno nel “viaggio” affinché questo accada non ci si presta nessuna attenzione.

Forse fa paura proprio perché sembra di perdere il controllo.

Io credo che sia assolutamente normale voler esercitare un controllo sulla nostra vita, non possiamo impedire che i cambiamenti accadano,  ma possiamo decidere però come affrontare questa difficile fase di trasformazione e di attesa.

In questa fase magari possono aiutarti delle piccole routine o delle piccole abitudini.

Pront* a metterne una in pratica?

Siediti e fai una lista degli aspetti della tua vita che vorresti migliorare.

Niente di eclatante, ma inizia ad escogitare piccoli cambiamenti ponendoti domande semplici e dirette come: “riesco a trovare dieci minuti al giorno per andare a fare una passeggiata?” oppure “quali gesto posso fare oggi per essere gentile?”

Le domande di portata ridotta non fanno così paura come i grandi temi. È una strategia per affrontare l’esistenza e le sue difficoltà in modo tranquillo, apportando modifiche a poco a poco, senza timore ne traumi.

Inizia con piccoli gesti e non con grandi proclami, chiedendoti sempre cosa vuoi davvero?

Pront*

Io, come al solito faccio il tifo per te!

[A proposito di cambiamento il 17 febbraio a Cagliari ho organizzato il corso “Ricomincio da Me” workshop super pratico per visualizzare il tuo obiettivo e mettere in atto i primi passi per poterlo realizzare.


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Ciao, sono Roberta Vacca

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