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perfezionismo - roberta vacca psicologa

È da un pò che ho questo tarlo che mi punzecchia i neuroni.

Si quelli un pò chiassosi che si fanno sentire spesso, che ogni tanto fanno capolino senza chiedere il permesso.

E da quello che sento dalle persone che scelgono di lavorare assieme a me, non sono affatto la sola.

Tutto questo mormorio mi ha suggerito che fosse importante parlarne e dargli una voce, ed ho pensato che il blog di Cambio Prospettiva fosse un buon luogo per iniziare.

Ora vi racconto e lo faccio partendo da una parola: “perfezione”?

Io credo che la leggenda del perfezionismo sia una delle balle più grandi che ci abbiano propinato (includo anche me nell’allegra brigata) e sono assolutamente certa e convinta che questo tanto agognato “perfezionismo” sia un’utopia e neanche tanto interessante.

Pensiamoci un attimo; ci hanno fatto crescere con la convinzione che soltanto l’assoluta precisione sia socialmente accettabile. Viviamo costantemente in una sfida perenne, in un confronto asfissiante che non ci lascia margine di sbaglio.

Sicuramente la società in cui viviamo ci impone standard sempre elevatissimi, ogni errore, ogni sconfitta può essere vissuta come un vero e proprio fallimento e spesso sopraggiunge quell’ansia paralizzante che impedisce pure ogni tentativo di prova.

Sia chiaro che quando parlo di “perfezione” ovviamente non sto parlando della necessità di migliorare, di investire sulle capacità che puoi avere a disposizione, ma di quel fastidioso senso di inadeguatezza che puoi avere se tutto non è fatto con eccessivo scrupolo o meticolosità.

Lo scrupolo e la meticolosità non sono “il male”, anzi spesso e volentieri sono delle caratteristiche che ci aiutano a raggiungere i nostri obiettivi, possono però diventare una vera e propria zavorra se con la “paura” di non essere mai abbastanza siamo sempre al palo alla ricerca della “perfezione perduta”.

Perchè non provi a lasciar andare tutte queste zavorre che limitano la tua libertà di agire?

Metti al bando lo stress di essere sempre performante, sempre al top.

Siamo esseri umani e pure con delle debolezze che non necessariamente meritano il nostro totale disappunto.

Chiunque può fare due cose: o ci logoriamo nell’incertezza, dietro il palco della nostra vita, vivendo da semplici spettatori oppure possiamo prendere sottobraccio quell’imperfezione, quella debolezza e possiamo comunque provare a rischiare, possiamo vedere che succede mentre agiamo.

Si tratta di fare un’inversione di marcia, trattandoci bene, essendo presente a noi stessi, rispettando i nostri bisogni.

Che dici, vale la pena di essere imperfetti, prendendoci il rischio di sbagliare? Io penso proprio di si.

 

Ciao, sono Roberta Vacca

Ciao, sono Roberta Vacca

Psicologa, formatrice e creatrice di Cambio Prospettiva, luogo sicuro per prenderti cura di te. Coltivo emozioni imperfette e meraviglia.

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