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©arnosmit

Ti va di definire la consapevolezza di te stessa attraverso la conoscenza della pratica della mindfulness, che arriva da lontano e trova la sua origine nella meditazione orientale?

[Parola talismano  del mese: PRESENZA]

[Se ti va e clicchi play, ti leggo io il post]

Ti sei mai chiesta cosa sia la consapevolezza? Se sia possibile darle una “definizione” per poter descrivere cosa si prova dalla propria presenza, dal proprio stare in ogni gesto ed in ogni momento?

Facciamo un esempio, ti va? Hai presente la storia della rana bollita?

Quella secondo cui se tu immergi una rana in una pentola d’acqua fredda, portando molto lentamente l’acqua ad ebollizione la rana si adatta e si abitua alla temperatura fino a finir bollita, ma se viene immersa di colpo nell’acqua molto calda, scappa via con un solo salto salvandosi la vita.

Forse c’è da chiedersi noi, nel pentolone della vita, fino a che punto siamo consapevoli di quello che ci capita e fino a che punto il nostro pilota automatico ci porta avanti, facendoci perdere di vista il paesaggio intorno, puntando all’obiettivo ma perdendo di vista tutto il resto.

Interrompere questo circolo si può e il primo barbatrucco che possiamo usare è quello della presenza mentale.

Se ci fai caso noi per la stragrande maggioranza del nostro tempo funzioniamo in modo automatico e sia chiaro non sempre è un danno, anzi alcune volte è fondamentale; ci permette la velocità di esecuzione, possiamo svolgere numerose azioni nello stesso tempo e possiamo memorizzare procedimenti complessi e difficoltosi per portare a casa azioni che in apparenza sembrano semplicissime.

Fin qui tutto bene, e allora che problema ha questo “pilota automatico”, quando può diventare una catena e non una spinta a fare meglio?

Il pilota automatico spesso ci spinge a ripetere vecchi copioni che non sono utili, alimenta le nostre convinzioni limitanti e nella velocità di risposta ci impedisce di trovare la via più appropriata per soddisfare i nostri bisogni. In tutto questo turbinio la qualità della nostra vita ne risente tantissimo e spesso ci troviamo scollegati da ciò che è fondamentale: i nostri pensieri vanno e vengono creando una gran confusione o addirittura diventando pesanti e particolarmente dolorosi da sopportare.

È in questo scenario sbilenco che può aiutarci  essere consapevoli di quello che facciamo, focalizzando la nostra presenza mentale, aprendoci alla nostra esperienza di vita per come si presenta, attimo dopo attimo, senza nessun giudizio ma stando con quello che abbiamo.

La mindfulness è un ottimo modo per iniziare a farlo.

Non facciamoci scoraggiare se inizialmente sembra così difficile concentrarsi sul qui ed ora: come tutto ha bisogno di allenamento, non è affatto immediato. Vogliamo prenderci cura di noi ma ci lamentiamo di non averne tempo, sarà poi realmente vero o sono solo delle resistenze?

Il momento migliore per esercitarsi è adesso dice Thich Nhat Hanh, proviamo a farlo per qualche minuto insieme, ti va?

© kyndall ramirez

[Di pratiche da provare]

Tappa 1. Il respiro. Quante volte ci dimentichiamo di respirare? Sia chiaro è un gesto automatico ma ovviamente quanto ci facciamo davvero caso? Lo scopo di questa piccolissima pratica che voglio segnalarti non è controllare il respiro ma prendere consapevolezza dell’aria che passa nel nostro naso. Facciamo così: prenditi cinque minuti del tuo tempo, ti siedi in una stanza, chiedi di non essere disturbata e ti metti in una posizione comoda. Siediti, sdraiati, come preferisci. Una mano sul petto ed una pancia: senti l’aria che entra ed esce? Prova a portare il tuo pensiero su questo. È più che sicuro che arriveranno diversi pensieri a disturbarti ma tu non scoraggiarti, prendi questi pensieri e li riaccompagni all’angolo, risintonizzandoti sul tuo respiro; se vuoi puoi contare fino a 4 quando ispiri e contare fino a 5 quando espiri, oppure puoi proprio provare a dirti mentalmente aria che entra ed aria che esce per ogni respirazione.

Tappa 2. Le attività abituali. Proviamo a vivere consapevolmente un’attività abituale?

Scegli un’attività quotidiana, una che compi sempre sempre. Lavarti i denti? Fare una doccia? Bere un  caffè? Dopo averne scelta una prova a passarla ai raggi X. Prendiamo il caffè. Com’è la tazzina che lo contiene? Il suo profumo? La sua consistenza nella bocca? Osservati nel tuo rapporto con questa attività. Coraggio, le prime volte può essere complesso ma successivamente può iniziare a diventare una bella abitudine per capire che cosa accade in gesti tanto ordinari che possono rivelare giorno dopo giorno la meraviglia delle piccole cose. Alterna queste attività, giocaci, non farle diventare sfide ma condizioni di vita per aprire gli occhi in modo consapevole e presente. Ok?

Osserva l’esperienza: essere presenti non è giusto o sbagliato, è semplicemente esistere.

Io come al solito faccio il tifo per te


Riepilogando

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Ciao, sono Roberta Vacca

Ciao, sono Roberta Vacca

Psicologa, formatrice e creatrice di Cambio Prospettiva, luogo sicuro per prenderti cura di te. Coltivo emozioni imperfette e meraviglia.

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