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Strano parlare di leggerezza proprio nel mese di novembre, mese per lo più bistrattato, ritenuto un po’ scialbo , quasi severo e massiccio?

Novembre per me ha un significato particolare, è legato al mio compleanno e soprattutto agli inevitabili bilanci che mi metto in testa di fare ogni anno in questo periodo. Ebbene si, faccio parte di quella categoria di persone che in determinate date iniziano una fastidiosa ruminazione su quello che si è fatto, non fatto e che si sarebbe potuto fare.

Capita anche a te?

Quest’anno complici le correnti gravitazionali ma soprattutto la mia terapia personale ho deciso di lasciar andare un pochino questo aspetto così cervellotico per provare ad andare oltre il concetto del dovrei, mollando un pochino la presa da valutazioni e rese dei conti.

Mi sono chiesta perché il bisogno di monitorare costantemente le nostre vite si poggi sempre su quello che non riusciamo a fare e meno su quello che realizziamo, come se ci fosse solo una lente con cui osservarci e giudicarci (il più delle volte).

Facciamo che iniziamo a mollare un pochino la presa e smettiamo di considerarci delle aziende da rendicontare e ci prendiamo la possibilità di esplorare, andando oltre le nostre convinzioni che ci costruiamo come delle piccole prigioni dorate?

Gli eventi accadono, si presentano nelle nostre vite e soltanto noi possiamo decidere l’atteggiamento con cui affrontarli.

Attenzione eh, non sto dicendo che bisogna indossare maschere di positivismo spicciolo o negare le proprie emozioni scomode e pesanti, ma di provare ad andare avanti nonostante la complessità della vita.

Forse la scommessa della leggerezza è proprio questa:  lasciar andare le sovrastrutture, le convinzioni limitanti per ripartire dall’ascolto di sé, reale ed autentico. La leggerezza che si accompagna anche alle parti più profonde, lacerate, ferite, non considerandole nemiche ma un tutt’uno da cui partire per iniziare un nuovo rapporto con se stesse.

Mollare la presa serve proprio a questo, permettersi di liberarsi di ciò che è inutile per potersi ritrovare, ritrovare l’essenziale.

Tu che ne pensi?

A che punto sei con la tua insostenibile leggerezza dell’essere, parafrasando Kundera?

Io come al solito faccio il tifo per te


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Ciao, sono Roberta Vacca

Ciao, sono Roberta Vacca

Psicologa, formatrice e creatrice di Cambio Prospettiva, luogo sicuro per prenderti cura di te. Coltivo emozioni imperfette e meraviglia.

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