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Meravigliarci ogni giorno delle piccole cose, della natura, delle idee genera un fiume di emozioni positive: e allora coltiviamo la meraviglia, tornando a stupirci come bambini e bambine!

[Parola talismano: Meraviglia ]

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Meravigliarsi: quand’è l’ultima volta che l’hai fatto?

Quando ti sei stupita facendo spuntare un’emozione di sorpresa sul tuo volto?

Aspetta; non sto parlando di “grandi” eventi che inevitabilmente ti “segnano” creando nuove situazioni da affrontare e da vivere ma dell’importanza dei gesti semplici e della quotidianità che spesso sottovalutiamo fino a trascurarla completamente.

Stupirsi è un ottimo modo per avere un’esistenza piena e soddisfacente; la meraviglia non dimentichiamoci che è una delle sei emozioni definite fondamentali. Ho letto proprio ultimante che può essere definita come l’apripista di tutte le altre emozioni, un po’ il big bang della nostra attivazione emotiva. Pensaci un attimo, in principio qualcosa colpisce la tua attenzione e subito dopo il tuo cervello inizia il suo processo di categorizzazione dell’evento dando il via alle altre emozioni che possono scatenarsi, dalla gioia alla tristezza in base all’analisi di ciò che è appena accaduto.

Meravigliarsi mette in moto la curiosità;  il nostro sistema di attenzione dopo esser stato stimolato cede il timone alla nostra capacità cognitiva preparandosi ad imparare qualcosa di nuovo.  Non esagero se scrivo qui, nero su bianco, la vitale importanza che riveste per il nostro benessere.

È una capacità innata ma spesso prese come siamo dal lento logorio della vita moderna, la mettiamo in stand by, o la soffochiamo senza renderci conto che perdendo quello slancio vitale stiamo sacrificando delle parti essenziali di noi: quella creativa, quella sognatrice, quella giocosa.

[Di pratiche da provare]

Come possiamo allora riprenderne possesso, imparando ancora e ancora a meravigliarci e a stupirci?

  • Mettiamo all’angolo il “tutto e subito”. Siamo così abituate a “dover” soddisfare subito la nostra curiosità che siamo costantemente connesse per ottenere tutte le informazioni possibili e immaginabili, accontentandoci spesso delle prime informazioni che ci arrivano senza una vera e propria elaborazione. Ecco l’inghippo, nutriamola almeno un po’ quella curiosità che ha fatto capolino nella nostra vita, non diamola per scontato e coltiviamola, ancora meglio se è qualcosa che ci appassiona e ci fa star bene. Hai notato che spesso ci troviamo in difficoltà quando si tratta di individuare che cosa ci fa stare bene e ci rende felici? Strano vero? Eppure è una conseguenza naturale di tutto questo vivere così di corsa ed immediato, dimenticandoci che la nostra struttura mentale non ama affatto questo tipo di processo di corsa a perdifiato, ma ha bisogno di tempo per processare ed analizzare che cosa succede per non sentirsi sopraffatta.
  • Goditi il momento. Eh, eh, io ogni tanto ne parlo di quanto sia importante stare nel momento presente (anzi anche più di ogni tanto, ad esempio qui o qui) e non mi stanco tanto facilmente di farlo: vivere adesso, anziché rimuginare sul passato o creando castelli in aria sul futuro, ti permette di cogliere quello che ti sta capitando cogliendo l’occasione di rimanere affascinata da ciò che ti gira intorno.
  • Cambia un’abitudine. Le abitudini sono delle scorciatoie della mente, utilissime eh, ma cosa succede quando diventano routine stantie in cui ci si chiude dentro come in una gabbia? Perdiamo l’abitudine della scoperta, perdiamo il gusto della scoperta e del nuovo che può accaderci, spesso processandolo addirittura come pericoloso. Fai una strada diversa per andare al lavoro, prima di dire no ad una eventuale proposta riflettici un attimo, può essere occasione di una piccola deviazione che può nutrire la nostra meraviglia?
  • Non razionalizziamo tutto. Tutto deve avere per forza una logica? Chi lo dice, ne siamo sicure? Alcune delle avventure che possono capitarci a volte capitano e basta, imprigionare sempre tutto all’interno di paletti rigidi e rassicuranti spegne la nostra capacità di stupirci. Per me la natura è una dei miei porti sicuri quando si tratta di nutrire la mia parte di meraviglia: a tutto c’è una spiegazione? Indubbiamente, ma non mi interessa e quando osservo il cielo scrutandolo e giocando con le nuvole non mi pongo molte domande se non quanto stia bene in quel preciso istante.

E tu hai un porto sicuro da cui attingi quando si tratta di meravigliarti?

Qui, come al solito si fa il tifo per te


Riepilogando

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Roberta Vacca

Roberta Vacca

Psicologa e fondatrice di Cambio Prospettiva, il luogo dove ogni fragilità è accolta e trasformata in ricchezza.

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