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Capisci la potenza della paura quando una cavalletta (ebbene si una cavalletta) ti blocca in una stanza.

Lei o lui chissà (non posso esprimermi sul sesso delle cavallette) ti paralizzano completamente. Tu razionalmente capisci benissimo che un esserino così non potrà mai farti del male, ma la paura è comunque lì, mica riesci a controllarla con facilità.

Ragioniamoci, quando la paturnia paura ti assale, ti rendi conto che:

  • è essenzialmente infida (come quando scegli di uscire senza ombrello perchè fuori c’è il sole e improvvisamente scoppia un temporale che a paragone nella foresta amazzonica scendono due gocce)
  • totalmente priva di senso logico (come quando eliminano il tuo gusto preferito nella gelateria di fiducia)
  • ti coglie di sorpresa quando meno te l’aspetti (l’esempio della pioggia secondo me calza ancora benissimo).

Fin qua il quadro che sto delineando è davvero infame, quasi catastrofico, ma è a questo punto che arriva il MA.

Tutti noi abbiamo delle paure, consce e meno consce, e sono assolutamente certa che possiamo affrontarle perchè abbiamo tutte le risorse necessarie per farlo. Come prima cosa però dobbiamo metterci in testa che dobbiamo viverle.

Non possiamo far finta che non esistano, non possiamo fare la parte dei Super Eroi senza macchia nè paura.

La paura è una delle emozioni principali insieme alla gioia, alla rabbia e alla tristezza.

Pensateci un attimo: fa parte di quelle categorie di emozioni che vogliamo sempre bistrattare, mai legittimare, anzi negare totalmente e fortissimamente. Ammettere di avere le nostre piccole paure ci stampiglierebbe una lettera scarlatta indelebile sul petto. Le vediamo sempre come una debolezza, una mancanza, qualcosa da rimuovere. Fin da piccoli, e ahimè soprattutto i maschietti, sono portati dagli adulti a negare assolutamente questa emozione, pena non essere considerati dei veri maschi, che per essere tali, devono essere senza macchia e paura.

Vi dirò di più: noi siamo programmati geneticamente per aver paura, siamo predisposti talmente bene che nelle situazioni di reale pericolo ci salva la pelle. Ora può capitare che il nostro dispositivo sia un pò troppo vigile e si inceppi, trasformando le paure in qualcosa di decisamente ingombrante, ma è in questa fase che il meccanismo può essere ritarato perchè non vogliamo che le paure ci blocchino e non ci permettano più di vivere giusto?

Non sto dicendo sia semplice ma non è impossibile!

Cosa possiamo fare inizialmente? Proviamo a legittimarle, riconosciamole, diamole spazio: è una parte di noi, non facciamo i severi e accogliamole. Questo lo dico proprio perchè viviamo in un epoca in cui pare che tutti debbano essere sempre perfetti, sempre al massimo, senza mai mostrare una minima pecca o incrinatura.

I fallimenti sono considerati delle vere e proprie disfatte, invece consideriamoli come un grande dono. Abbiamo provato, ci siamo messi in gioco, stiamo inseguendo il nostro sogno, il nostro obiettivo: dobbiamo solo correggere il tiro con nuove consapevolezze e nuove modalità. Pronti a rimetterci in pista alla prima occasione utile.

Quindi proviamoci sempre, rischiamo, osiamo: cosa abbiamo da perdere?

A proposito: alla fine sono uscita dalla stanza, no non siamo diventate migliori amiche io e le cavallette ma ci sto lavorando! Vi farò sapere.

Ciao, sono Roberta Vacca

Ciao, sono Roberta Vacca

Psicologa, formatrice e creatrice di Cambio Prospettiva, luogo sicuro per prenderti cura di te. Coltivo emozioni imperfette e meraviglia.

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